Titoli di coda

Dopo un mese e mezzo di tranquillità casalinga, ho ripreso a girare. Sono ripartito da Matera, un luogo incantevole di tristezza meravigliosa.

Proseguo per vari posti, molta provincia italiana, ma anche un po’ di giri fuori. A proposito: una mia richiesta per la mobilità internazionale è stata accettata.

Sarà un periodo breve all’estero, ma devo ancora decidere se tenere i seminari a Goettingen, dal mio amico Gerald Spindler, o a Istanbul, alla Koc University.

Poi, a giorni, presenterò un’altra domanda per un periodo lungo all’estero. Kings College, Miami, San Diego (dal mio grande amico Mark Lee) e San Francisco sono le possibili destinazioni. Anche se, scaramanticamente, dubito fortemente che la mia domanda potrà essere accolta.

MediaLaws sta andando alla grande. Davvero, oltre le più rosee aspettative mie e di Oreste Pollicino. L’ho detto e lo ripeto: MediaLaws è uno spazio aperto a tutti coloro che vogliono parteciparvi.

Noi ci stiamo impegnando, guadagnandoci nulla, nella speranza che si possa creare un luogo per discutere, confrontarsi e scambiare informazioni.

Anche per questo motivo, ho deciso di abbandonare per un po’ (un bel po’) questo blog. Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito.

L’idea del blog era (ri)nata un pomeriggio, tornado a Londra da Norwich. Lo ricordo benissimo: il treno era fermo nella stazione di Ipswich e ho pensato che sarebbe stato bello fissare pensieri di lavoro mentre raccontavo le immagini che scorrevano lungo il finestrino.

Ma era soprattutto un modo di comunicare con chi è transitato nella mia vita e ne è stato risucchiato fuori a causa del tempo, delle distanze o delle tante circostanze della vita.

Quest’esigenza è passata.

E, quindi, è passata anche la voglia di raccontarmi un po’. Le altre cose le coltiverò su MediaLaws – senza necessità di dire dove sono, cosa leggo o qual e’ la mia canzone preferita del momento. Con gli appassionati di diritto e media ci diamo appuntamento là.

A tutti gli altri auguro di avere braccia forti, perché nella vita non c’è nulla di più difficile che imparare a stare a galla.

About gmriccio

Professor of Comparative Law. Lecturer of Copyright and Media Law. Of counsel at www.mazzetti-rossi.it
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One Response to Titoli di coda

  1. lettricepagante says:

    Tempo fa un “tuo amico” ti ha chiesto perchè scrivi con tutte le cose che hai da fare….?
    e tu citando Cesare Pavese gli hai risposto:” E’ bello scrivere perchè riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.”
    Io, diversamente dal “tuo amico”, ti chiedo: ” Allora perchè rinunci a questa sorta di diario pubblico, quando, da questa parte, ci sono persone che condividono i tuoi pensieri, le tue espressioni, i tuoi gusti musicali e determinati tuoi post… “.
    … la tua idea brillante, quale il ritorno alla “forma epistolare” in tempi mediatici come i nostri, un diario pubblico per raggiungere e ritrovare alcuni dei tuoi amici che hanno lasciato un ricordo nella tua vita è una bella sfida!!!
    Saresti un folle o, semplicemente, sarebbe molto sciocco da parte tua porre dei limiti a questa forma di comunicazione.
    Hai mai pensato che, magari, per alcuni dei tuoi amici è importante sapere dove ti trovi, come stai, cosa stai facendo, in che contesto scrivi, in quale città o paese ti trovi, e che leggerti in silenzio sapendoti felice è una forma di stima, rispetto e affetto?
    Un caro saluto MaryGiò
    (perdona il linguaggio poco forbito, ma la stanchezza mentale, dopo una settimana lavorativa intensa, si fa sentire… grazie a Dio è venerdi !!! )

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