Some velvet (and cold) morning

Sempre in giro, sempre mattina presto, un freddo cane. Ma chi me lo fa fare?

Due segnalazioni che meritano.

La prima riguarda il tormentone WikiLeaks. Mentre gli italici guru del diritto dell’informatica si scannano, in Francia sono stati tre provvedimenti interessanti (due del Tribunale di Lille, l’altro del TGI parigino). Interessanti, perché partono dalle dichiarazioni del ministro Besson, il quale ha sostenuto che « on ne peut héberger des sites internet qualifiés de criminels et rejetés par d’autres États en raison d’atteintes qu’ils portent à leurs droits fondamentaux » (…) « La France ne peut héberger des sites internet qui violent le secret des relations diplomatiques et mettent en danger des personnes protégées par le secret diplomatique ». « Quantité de personnes sont menacées de mort. » « Un site criminel pour un pays démocratique et ami ne peut être hébergé en France ».

Decisamente interessante. Un “Paese amico” qualifica un sito come “criminale”, questo sito non dovrebbe poter essere ospitato sui server nazionali. Bene, ma qualificato da chi? In che modo? Viviamo in uno stato di diritto o ricordo male? Non si dovrebbe almeno attendere una decisione di un tribunale?

Peraltro, le pronunce francesi toccano, seppur indirettamente, la nozione di manifesta illiceità di cui parla la direttiva sul commercio elettronico (nonché le varie leggi di recepimento, inclusa quella italiana e francese). Una nozione sulla quale i singoli tribunali nazionali si sono pronunciati solo in rare occasioni e che riprende la nozione di actual knowledge del Digital Millennium Copyright Act.

Da un punto di vista strettamente comparastico, la questione ha decisamente un forte appeal, perché evidenzia – qualora ce ne fosse bisogno – che i trapianti giuridici possono essere pericolosi. Prendo una nozione, che ha un suo significato nel contesto del copyright americano, e la trasferisco, sic et simpliciter, in ordinamenti che non conoscono questa nozione. Un contenuto può essere illecito, ovvio; ma manifestamente illecito cosa significa? Chi stabilisce che l’illiceità è manifesta?

Seconda segnalazione. Sono state pubblicate, qualche giorno fa, le conclusioni dell’Avvocato Generale Jääskinen
sul caso l’Oréal c. e-Bay.

Il caso sorge per presunte violazioni di marchio commesse da venditori su e-Bay. Secondo l’Oréal ci sarebbe un coinvolgimento anche di e-Bay, la quale dovrebbe essere considerata responsabile.

Dalle parole dell’Avvocato Generale mi sembra che si annunci una vittoria per e-Bay: “l’uso, da parte della eBay, dei marchi controversi come parole chiave non comporta necessariamente un inganno nei confronti dei consumatori riguardo all’origine dei prodotti offerti”, dal momento che “ove l’inserzione stessa non sia fuorviante circa la natura dell’attività del gestore del mercato online autore dell’inserzione, la funzione del marchio di indicare l’origine del prodotto non rischia di essere compromessa”.

Consigli di lettura. Ho ricevuto in regalo un libro scritto da un medico condotto, che ha passato la vita tra il Cilento e la Lucania. Forse non sarà il nuovo Carlo Levi, ma, per un etnologo mancato come me, la lettura è decisamente stimolante. Mi hanno poi prestato un libro di Carofiglio, dicendomi che mi sarebbe piaciuto molto. Non lo so, sono sempre un po’ scettico verso i libri suggeriti dagli altri, perché in genere non mi piacciono. Però è bello vedere che esistono ancora esseri umani.

Ultima cosa. Gira voce che per qualcuno si siano materializzati fiori d’arancio e confetti. Chissà… J

About gmriccio

Professor of Comparative Law. Lecturer of Copyright and Media Law. Of counsel at www.mazzetti-rossi.it
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