WikiLeaks e le facce-ciccione

Sermone del mattino. Amici e meno amici, diffidate di quelli che vi dicono sempre quanto sono impegnati. Le idee nascono dall’ozio, dalla noia. Alan Partridge, cantante degli XTC (uno dei miei gruppi preferiti, ndr), una volta dichiarò che le canzoni gli uscivano fuori quando portava il cane a spasso la mattina. Ezra  Pound ha scritto una bellissima poesia, nella quale ha spiegato che nessun Michelangelo è mai stato creato col fiato sul collo degli strozzini. Diffidate, quindi, dei super impegnati, e forse anche di me, perché non hanno tempo per partorire buone idee.

È nata la nuova IMAIE. Auguri a quelli che la guideranno; ricordo agli amici musicisti che hanno ancora diritto ad ottenere il 70% dei diritti maturati negli ultimi anni.

Auguri anche a Paolo Marzano, che non conosco personalmente, che è stato nominato dal ministro Bondi a capo del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore. Ho letto, a proposito di questa nomina, un post livoroso/rosicone di un altro avvocato, che evidenziava la mancanza, da parte del nuovo presidente, di titoli accademici adeguati al ruolo e la sua “connivenza” con i titolari dei diritti. Da accademico, devo dire che il non esserlo, ma avere esperienza nel settore, è probabilmente meglio. Quanto alla seconda critica, in tutta sincerità non mi attendevo che quella posizione potesse toccare in sorte ad un rappresentante dei consumatori o dei “pirati”, quindi non ci vedo nulla di così scandaloso o, quanto meno, di così sorprendente.

WikiLeaks ha pubblicato 250.000 telegrammi diplomatici. L’eccesso di informazione è nocivo per l’informazione stessa, ma il punto è un altro. Abbiamo davvero il diritto di accedere a tutte le informazioni? Sì, siamo nell’era dell’accesso e tutto quello che vi pare, ma a cosa porta tutto ciò? Probabilmente non siamo al cospetto di una nuova forma di terrorismo, come enfaticamente ha detto il ministro Frattini (certo, non è piacevole essere etichettati come portavoce di Putin…); ma Frattini non è forse il miglior esperto di comunicazione, se è vero che del suo fidanzamento (parola orrenda associata ad un ultracinquantenne) ne fummo informati con una conferenza stampa.

Però, Frattini o non Frattini, è un tema del quale si dovrebbe discutere, e seriamente. Facile, troppo facile, appellarsi al diritto dei cittadini di sapere. È davvero un diritto illimitato? Parliamone.

In questi giorni, si svolge una manifestazione, patrocinata dal CNR (se ricordo bene), nella quale si discuterà di internet governante. Premetto che il tema mi interessa pochissimo e lo trovo di una noia mortale (e, soprattutto, si corre il fortissimo rischio di incontrare i gurudistaminchia del mondo di internet); tuttavia, l’amico Guido Scorza modererà una sessione sull’accesso all’informazione, che dovrebbe offrire degli utili spunti di riflessione.

Sempre a proposito di informazione, ho scaricato alcune nuove apps per il mio iPhone. Naturalmente, quelle più usate restano Voice effects – che vi fa parlare come marzianetti, mostri o al contrario, stile disco dei Black Sabbath –, slishotcowboy – giochino nel quale prendi a fiondate le mucche, con buona pace degli animalisti – e ovviamente FatBooth per fare le facce-ciccione (nella top list però inserirei anche le imperdibili MooBox con il verso del pandino in calore, e FlightControl, di cui mia moglie Adriana è campionessa intercontinentale). Accanto a queste apps imperdibili per chi fa l’avvocato/professore universitario, ho scaricato quella dell’Economist (che vi offre una selezione degli articoli in edicola: ho letto stamattina un articolo sulla tv in Cina ed un altro sullo spam) e, soprattutto, quella di Le Monde, che è sensazionale. I giornali italiani avrebbero molto da imparare, a mio modesto avviso (a proposito: WikiLeaks ha scelto cinque giornali cui affidare le informazioni di cui è entrata in possesso. C’è El Pais, ma non ci sono giornali italiani, il che la dice lunga sulla qualità dell’informazione nel nostro Paese).

Tre cose che c’entrano poco con internet, copyright, ecc.ecc.

In questi giorni impazza la protesta universitaria. La riforma Gelmini è l’ennesima vergogna e porta il nome di una persona che di università non sa nulla.

Se io fossi l’imperatore del mondo (posto già occupato da  un mio concittadino che sostiene di essere  il figlio di JFK e della regina Elisabetta), avrei alcuni punti di partenza per una riforma dell’università:

a)      radere al suolo le università telematiche, avendo cura di non avvisare – prima del bombardamento – rettorini e professorini che ne fanno parte;

b)      prevedere un elenco delle pubblicazioni di serie a e di quelle di serie b. Far fare l’elenco ad un marziano, possibilmente. Evitare che un saggio pubblicato sulla Rivista giuridica del Molise e del Sannio (con tutto il rispetto per i molisani, i sanniti e chi dirige e coordina la rivista) possa avere lo stesso valore di un saggio pubblicato sull’Harvard Law Review;

c)       prevede, obbligatoriamente, che tutti gli studiosi debbano trascorrere, periodicamente, un po’ di tempo all’estero e debbano provare a diffondere le proprie idee oltre Appennini e Alpi;

d)      prendere i tecnici-laureati che sono diventati ricercatori con una ope legis (e che adesso pretendono di diventare associati con un’altra ope legis) e falli ritornare a fare i tecnici laureati;

e)      abolire il valore legale del titolo di studio e far capire che laurearsi all’università telematica “Giovanni Maria Riccio imperatore e sovrano dell’Universo” non è la stessa cosa che laurearsi alla Statale (ma, purtroppo, per fare questo bisognerebbe distruggere l’Italia e tutti gli italiani e ricominciare da zero…).

Il 23 è stato l’anniversario del terremoto in Irpinia. Io lo ricordo nitidamente, sebbene fossi un bambino. E ho sempre pensato che gli spartiacque della mia generazione siano questo e, per chi non è campano/lucano, la vittoria ai mondiali dell’82. Chi non ricorda questi eventi, appartiene ad un altro mondo.

A proposito di persone appartenenti ad un altro mondo. Oggi è il compleanno della persona più importante della mia vita. Sono 4, auguri Ciuci.

About gmriccio

Professor of Comparative Law. Lecturer of Copyright and Media Law. Of counsel at www.mazzetti-rossi.it
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

One Response to WikiLeaks e le facce-ciccione

  1. Pingback: WikiLeaks e le facce-ciccione | Copyright & Internet | L'altraitalia - Ultime notizie, del giorno, cronaca, italiani all'estero, ansa - L'altraitalia

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s