Equo compenso e Corte di Giustizia

La Corte di Giustizia si è pronunciata oggi, con una decisione attesa, ma nondimeno interessante, sugli incerti confini dell’equo compenso.

Proviamo a capire, preliminarmente, cos’è l’equo compenso e quali sono le sue ragioni giustificative. L’equo compenso è, per l’appunto, un compenso che si paga nel caso di acquisto di un’apparecchiatura che può essere destinata alla riproduzione e consiste in una sorta di sovraprezzo sul bene stesso.

Faccio un esempio, per essere più chiaro. Acquisto un iPhone (oramai il mio giocattolo preferito, una specie di prolungamento del mio braccio…). L’iPhone, tra le varie cose che fa, può anche contenere file musicali. È difficile determinare se questi file siano scaricati lecitamente o illecitamente e, quindi, il legislatore prevede che ci sia un sovraprezzo sull’iPhone, che verrà assegnato alle collecting societies (alla SIAE, per intenderci) e poi distribuito tra gli autori.

Non scendo nel dettaglio delle ripartizioni dei proventi derivanti dall’equo compenso, perché rischierei di aggrovigliarmi in un ginepraio.

Piuttosto, mi sembrano interessanti due aspetti.

Il primo. L’equo compenso è previsto dalla direttiva 2001/29/CE, la quale prevede che gli Stati membri siano liberi di prevedere, per legge, questo compenso. Per esempio, in Inghilterra l’equo compenso non è previsto, mentre è previsto in Italia ed in Spagna.

Secondo aspetto interessante. In Italia, ma similmente in Spagna, l’equo compenso colpisce qualsiasi supporto astrattamente idoneo ad immagazzinare contenuti coperti dal diritto d’autore: peraltro, il decreto Bondi dell’anno scorso, approvato mentre la maggior parte di noi erano intenti a mangiare il pandoro e a scartare i regali di Natale, allarga a dismisura la panoplia dei beni per i quali è dovuto questo compenso.

In questo scenario, che ho dettagliato per grandi linee, interviene la Corte di Giustizia.

Eviterò di entrare nel tecnicismo, per non annoiare i non giuristi: mi limito, quindi, a riportare i passaggi essenziali della decisione.

In primo luogo, la sentenza afferma che la nozione di «equo compenso», di cui all’art. 5, n. 2, lett. b), della direttiva 2001/29, è una nozione autonoma del diritto dell’Unione e deve essere interpretata in modo uniforme in tutti gli Stati membri.

In secondo luogo, l’equo compenso è volto ad indennizzare «adeguatamente» gli autori per l’uso delle loro opere protette effettuato senza autorizzazione. La nozione di indennizzo, però, impone sussista un pregiudizio per i titolari dei diritti, di un pregiudizio.

E qui viene la parte, a mio avviso, interessante. Il pregiudizio è ipotizzabile nel caso di una persona fisica che agisca a titolo privato: in teoria pagano i produttori dei supporti, ma, in pratica, si tratta di un costo che si riverbera sul prezzo finale praticato ai consumatori.

La medesima regola, però, non vale nel caso in cui acquirente dei prodotti e delle apparecchiature di riproduzione sia un soggetto che non realizza copie private: si pensi, ad esempio, ad un professionista che acquista uno stock di cd-rom per inserirvi propri contenuti. In altri termini, riprendendo le parole della Corte, “è necessario un collegamento tra l’applicazione del prelievo destinato a finanziare l’equo compenso con riguardo alle apparecchiature, ai dispositivi nonché ai supporti di riproduzione digitale ed il presunto uso di questi ultimi a fini di riproduzione privata”. E, quindi, “l’applicazione indiscriminata del prelievo per copie private, segnatamente nei confronti di apparecchiature, dispositivi nonché di supporti di riproduzione digitale non messi a disposizione di utenti privati e manifestamente riservati ad usi diversi dalla realizzazione di copie ad uso privato, non risulta conforme con la direttiva 2001/29”.

La patata bollente, a questo punto, si sposta sui giudici nazionali. Possono gli utenti finali, che non hanno realizzato copie private, chiedere la restituzione delle somme pagate?

About gmriccio

Professor of Comparative Law. Lecturer of Copyright and Media Law. Of counsel at www.mazzetti-rossi.it
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