E finalmente…

…la Commissione europea decise di pubblicare il report al quale, insieme ad altri tre colleghi (Gerald Spindler, Thibault Verbiest e Aurelie Van der Perre) scrissi nel lontano 2007. La documentazione la trovate qua, in fondo alla pagina (Study on the Liability of Internet Intermediaries).

Forse si tratta oramai di una documentazione di archeologia giuridica, ma penso che almeno la lettura del final report possa tornare utile, almeno per individuare alcuni principi cardine che, a mio avviso, valevano allora e valgono ancora oggi.

Ammetto che mi fa un po’ effetto rileggere adesso quello che scrivevo. Tante cose sono cambiate e, confesso candidamente, su alcuni punti modificherei il tiro. Ribadisco: i principi sono e dovrebbero rimanere quelli. Probabilmente andrebbe ampliata la parte sui social network e sul web 2.0, ma bisogna anche considerare che parliamo di tre anni fa, quando la maggior parte di noi non aveva neanche un profilo su Facebook, MySpace o Twitter. Un altro mondo, un’altra era, sebbene siano passati appena tre anni.

Eppure, se provate a rifletterci, la vita di ognuno è cambiata sensibilmente negli ultimi tre anni. Mia figlia, tre anni fa, parlava, ma non articolava frasi. Oggi è capace di usare il condizionale e il congiuntivo (scusate la parentesi biografica. L’altro giorno, dopo un rimbrotto, ha detto: “se avessi una casa tutta mia, potrei fare quello che voglio!”).

Ecco, il mondo è cambiato e non solo il mio. È cambiata internet. Sono cambiati i modelli di business che ne sono alla base. E, soprattutto, la Commissione sta già lavorando ad un nuovo report. Resta solo l’amaro in bocca per vedere on-line, con tanto ritardo, un documento che avrebbe potuto essere molto più utile. Ad ogni modo, ringrazio adesso, per allora, tutti coloro che, con il loro prezioso aiuto, contribuirono a fornirci informazioni, ad arricchire il nostro lavoro e, per quello che mi riguarda, a farmi capire un po’ meglio come funziona(va) l’economia di internet.

Parliamo del futuro. Sto iniziando a lavorare alla messa a punto del sito di un laboratorio creato dal mio dipartimento. Si chiama In.Di.Co. (informazione, diritto, comunicazione) ed è uno spazio (aperto) per tutti coloro che volessero fare ricerca o semplicemente aprire tavoli di discussione, su queste tematiche. Inutile dire che siete tutti invitati a fare proposte, a suggerire temi di incontro, conferenze, seminari e quello che vi pare. Il mio indirizzo di posta elettronica è sempre lo stesso.

Per il resto, poche novità di rilievo. Ho fatto un’application per un’università straniera, molto straniera. Ci sono un paio di cose già pendenti, ma se va in porto questa, mollo tutto. Non ne parlo per scaramanzia, da bravo napoletano.

È uscito un libro molto interessante sulla storia del copyright, curato da Lionel Bentley. Lionel, oltre ad essere l’autore del casebook sul copyright più utilizzato in Gran Bretagna (io lo usi quando ero a Birbeck per preparare le mie lezioni, un utilizzo quasi ai confini del plagio), è un grande tifoso dell’Arsenal. Ricordo che quando ci siamo conosciuti, invitò me e un’altra collega al Sardo a Camden. La motivazione fu molto semplice, ma geniale, se si pensa che si trattava di un pranzo tra quasi sconosciuti: è sabato e io il sabato vengo a Londra per vedere l’Arsenal. Quindi, se vuoi incontrarmi, dobbiamo necessariamente fissare un appuntamento nella zona nord di Londra, perché dopo devo andare allo stadio. Non so quanti professori o intellettuali italiani avrebbero menzionato una ragione simile. Io, da supertifoso del Napoli, apprezzai ovviamente molto. Grande personaggio Bentley, davvero una persona splendida.

Segnalo anche un caso canadese sullo spamming via Facebook, nel quale lo spammer è stato condannato al pagamento di una multa altissima (Facebook v. Guerbez).

Adesso vado. È molto presto o molto tardi. Dipende in quale parte del mondo vi trovate.

Consigli di lettura: ovviamente il mio/nostro report pubblicato dalla Commissione europea. Ho letto poi un libretto che parla del primo scudetto del Napoli (oggi sono monotematico, si vede che sento la vigilia di Napoli Liverpool): si chiama Ti racconto il dieci maggio. Lo si legge rapidamente, sono una cinquantina di pagine. Ma è un libro divertente e delicato. Ed è ovviamente un passaggio obbligato per tutti quelli che possono dire: io quel giorno c’ero (io c’ero e ricordo che mi venne la febbre. Ero alle scuole medie ed il Napoli era la cosa più importante che avessi. Inutile dire che la febbre mi passò al novantesimo…).

 

About gmriccio

Professor of Comparative Law. Lecturer of Copyright and Media Law. Of counsel at www.mazzetti-rossi.it
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